Internazionale 7 novembre 2026 4 min di lettura

Jesús Velasco: «Anche in svantaggio, abbiamo mantenuto lo slancio della squadra»

La Spagna si è assicurata un posto nella finale della Finalissima 2026 battendo il Portogallo ai rigori, dopo un pareggio per 2-2 nei tempi regolamentari. In conferenza stampa, Jesús Velasco ha sottolineato la capacità di reazione della sua squadra e la fiducia dei giocatori nei momenti più difficili.

La Spagna si è assicurata un posto nella finale della Finalissima 2026 battendo il Portogallo ai rigori, dopo un pareggio per 2-2 nei tempi regolamentari. Nella conferenza stampa all’Arena Niterói, Jesús Velasco ha sottolineato la capacità di reazione della sua squadra, la fiducia dei giocatori nei momenti più difficili e l’importanza di competere contro una nazionale portoghese che considera un riferimento del futsal mondiale.

La rivalità iberica ha offerto ancora una volta una partita di enorme intensità, segnata da diversi momenti di dominio, alternanze nel punteggio e una decisione arrivata solo ai rigori. Il Portogallo è riuscito a recuperare lo svantaggio e a portarsi in vantaggio per 2-1, ma la Spagna ha risposto con il portiere di movimento, arrivando al pareggio all’ultimo minuto.

Per Velasco, la vittoria ha rappresentato più della qualificazione alla finale: è stata anche una dimostrazione di maturità competitiva, in una partita che ha ritenuto particolarmente importante per la crescita dei giocatori più giovani.

«I giocatori credevano di poter vincere»

Sul bilancio della partita, il c.t. spagnolo ha detto: «È stata una partita molto preziosa, come ci aspettavamo. Continuo a dire che il Portogallo è molto equilibrato e che noi siamo motivati, ma è molto difficile. Io sono già riuscito a batterli, quindi so che è possibile. (…) Siamo stati bravi. Siamo andati avanti, sono andati avanti loro, abbiamo pareggiato, siamo andati ai rigori e abbiamo vinto una bella partita. Credo che abbiamo giocato bene. Anche in svantaggio, abbiamo mantenuto lo slancio della squadra. Mi chiedevano di continuare ad attaccare, anche con il portiere di movimento, per cercare di non arrivare ai rigori. La squadra ha le sue possibilità, e i giocatori credevano di poter vincere. È molto importante.»

«È una partita di livello massimo»

«Il secondo tempo è stato un test di resistenza per questa nazionale e per i più giovani. È una partita di livello massimo. Abbiamo trovato un avversario che possiamo ritrovare in una finale europea, come accaduto da poco, o in una finale mondiale. È una squadra che è già stata campione del mondo, con sede in Europa, con un percorso molto buono, e ogni volta che li affrontiamo è una partita di alto livello. Per i giocatori è un’esperienza molto buona. Abbiamo giocato a un livello molto buono contro una squadra che gioca anch’essa a un livello molto buono. È lì che vinciamo, e usciamo da questa partita con una sensazione molto positiva.»

La fiducia nel portiere e l’importanza dell’esperienza

«Sul portiere: la ragione è che sta facendo un gran lavoro, e questo basta. Ai rigori, un portiere di futsal con esperienza è molto importante, perché ha una lettura molto fine dell’intenzione di chi tira. E si è visto: gli è andata quasi sempre bene. Ho molta fiducia in lui, siamo insieme da sette anni e abbiamo vinto molto con lui. Per me è già deciso chi deve giocare, e lui è lì, e ho già mostrato perché.»

«Volevo dare un po’ di solidità alla squadra»

«All’inizio volevo dare un po’ di solidità alla squadra, approfittare per giocare con giocatori più esperti e dare tranquillità anche a quelli che erano fuori. Dopo che hanno iniziato a giocare, sono andati molto bene. Si sono mostrati affidabili e tranquilli, non hanno commesso errori e hanno provato cose, che è esattamente ciò che chiediamo loro. Credo sia andata abbastanza bene.»

«Cerco di tirare fuori il massimo da ogni giocatore»

«Quello che so è che sono un allenatore che sostiene molto le qualità dei suoi giocatori e cerca di tirare fuori il massimo da ciascuno. In nazionale cerco di fare lo stesso. Ai giocatori che convoco chiedo: cosa fai bene in questo? Sei qui per questo, devi fare questo. Cerco di dare loro fiducia, di farli stare tranquilli e poi di farli competere. Credo sia quello che stanno facendo.»

Una Spagna che ci crede fino all’ultimo secondo

La lettura di Velasco evidenzia una delle caratteristiche più rilevanti dell’attuale nazionale spagnola: la capacità di mantenere la fiducia nel proprio modello di gioco indipendentemente dal punteggio. Di fronte a un Portogallo che aveva ribaltato lo svantaggio ed era passato in vantaggio nel secondo tempo, la Spagna non ha abbandonato la ricerca del gol: ha intensificato l’iniziativa offensiva e ha fatto ricorso al portiere di movimento, il che ha permesso di arrivare al pareggio nei momenti finali.

L’esperienza ha occupato un posto centrale anche nell’analisi. Il ruolo del portiere, decisivo per tutta la partita e nello spareggio, e l’impiego iniziale di giocatori più esperti riflettono una preoccupazione per la stabilità competitiva, soprattutto in una squadra che cerca di integrare una nuova generazione di internazionali.

La Spagna va verso la finale di domenica 8 novembre, con la possibilità di conquistare la Finalissima che le era sfuggita nel 2022, quando il Portogallo vinse il trofeo proprio contro gli spagnoli.

Dichiarazioni: Jesús Velasco, in conferenza stampa dopo Spagna–Portogallo.

Di Zona Técnica